Massimo Pasqualone Critica Giorgio Aimola

Giorgio Aimola tra mito e fiaba

La cifra stilistica di Giorgio Aimola è legata alla possibilità ermeneutica che l’arte possa comprendere il qui ed ora della vita, attingendo alle emozioni forti della quotidianità che l’artista trasforma, da un lato, in potenti correlativi oggettivi; dall’altro, Aimola si muove tra mito e fiaba, naif e surrealismo, con la scomposizione dei piani visivi, la sovrapposizione degli spazi, il ricorso alla sospensione temporale che il lettore di questo percorso apprezza ed intuisce fino in fondo.

Aimola si muove, infatti, tra le avanguardie del ‘900, tra Picasso e Chagall, ma crea uno stile personalissimo, un’atmosfera di sogno, tra metafisica che ricorda De Chirico, ed indagine del vissuto, come testimoniano i titoli di diverse opere che sono attraversate dal fiume carsico dell’attenzione alle oscillazioni della psiche.

Rimane il cammino zetetico di uno straordinario protagonista della stagione artistica abruzzese, rimangono le sedimentazioni creative di un uomo che ha dedicato la sua vita all’arte come colloquio interiore ed apertura all’alterità.

“Aimola si muove, infatti, tra le avanguardie del ‘900, tra Picasso e Chagall, ma crea uno stile personalissimo, un’atmosfera di sogno, tra metafisica che ricorda De Chirico, ed indagine del vissuto, come testimoniano i titoli di diverse opere che sono attraversate dal fiume carsico dell’attenzione alle oscillazioni della psiche.”

Massimo Pasqualone

Critico d’arte e letterario, ha insegnato presso l’Università “G. D’Annunzio” di Chieti, l’Università di Teramo, l’Issr “San Pio X” di Chieti, nei corsi di Baccalaureato collegati con la Pontificia Università Lateranense. Ha al suo attivo oltre cinquecento pubblicazioni, consulenze scientifiche in enti pubblici e privati per la comunicazione, l’arte, la letteratura, la formazione e la cultura, giurie ed eventi in tutta Italia e in Polonia, Svizzera, Albania, Lituania, Germania, Gran Bretagna, Spagna, Austria, Portogallo, Belgio, Canarie, Turchia, Repubblica di San Marino, Ungheria. È direttore dell’Enomuseo di Tollo e presiede l’Istituto per lo studio, il recupero, la valorizzazione del dialetto abruzzese e delle lingue minoritarie in Italia; consulente del Museo Guidi di Forte dei Marmi, della Galleria Mariz di Francavilla al Mare, dell’Archivio Lazzaro di Milano, dell’Atelier Nan Yar di Blankenberge (Belgio), dell’Ente Mostra Artigianato Guardiese, di Apice nelle Canarie. Collabora come critico letterario e d’arte a prestigiose riviste e dirige la collana di poesia di Irdi-destinazionearte e “La parola oltre il silenzio” delle Edizioni Teaternum. Come poeta, saggista e critico ha ricevuto duecento riconoscimenti in tutta Italia ed in Europa. Alcuni tra i suoi settecento testi critici sono stati tradotti in polacco, portoghese, francese, inglese, fiammingo, arabo, tedesco, spagnolo, albanese, giapponese, ceco, sloveno, ucraino e russo.

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"Aimola si muove, infatti, tra le avanguardie del ‘900, tra Picasso e Chagall, ma crea uno stile personalissimo, un’atmosfera di sogno, tra metafisica che ricorda De Chirico, ed indagine del vissuto, come testimoniano i titoli di diverse opere che sono attraversate dal fiume carsico dell’attenzione alle oscillazioni della psiche."

Massimo Pasqualone

“Opere che esternano una creatività che si vuole soprattutto evidenziare, per mezzo del colore, un realismo essenziale, dove l’uomo può liberare la propria fantasia: una forza Fantastica che porta l’artista a scrutare anche l’impenetrabile essenza.”

Gabriella Bottino

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