Gioia Cativa Critica
I cavalli di Aimola

Critica al pittore Aimola

L’arte in ogni sua forma ha sempre permesso all’uomo la massima capacità d’espressione: non esistono vincoli o regole per raccontare il proprio animo e mostrare il proprio modo di vedere il mondo.

Non fa eccezione l’artista Aimola che ha usato la pittura come mezzo supremo del suo modo di comunicare emozioni e la sua prospettiva del mondo. Osservando i suoi lavori è innegabile che la sua visione abbia raccolto il mondo che lo circondava a 360°: i suoi dipinti raccontano la vita, il mondo e ciò che lo abita e lo compone. Il suo è un occhio sensibile che ha visto il bello nelle piccole cose e questo richiama alla mente il “fanciullino” Pascoli. Riuscire a guardare con occhio pulito ciò che ci circonda, permette di mettere a fuoco la bellezza intesa come qualcosa che va al di là dell’aspetto esteriore. Possiamo parlare di una profondità che non conosce limiti dove il bello è un fattore meramente soggettivo. Oggi l’arte è “soggettiva”, sottoposta al singolo giudizio di chi guarda. Non esiste un bello assoluto ma esiste il messaggio, il pensiero, quel ponte di comunicazione che unisce l’artista al fruitore.

Tra i tantissimi lavori di Aimola, l’ecclettismo diventa, a mio avviso, un tassello fondamentale quanto caratterizzante della sua produzione. Dalle tecniche ai soggetti rappresentati, si viene catapultati in un mondo colorato, vario, scevro dai pregiudizi ma rappresentato da un occhio curioso e che ha “fame” di conoscenza come sinonimo di sapere. Un sapere che viene espresso in molteplici modi e che mostra l’abilità di Aimola nel saper padroneggiare varie tecniche e materiali.

In particolare, è molto presente il mondo animale e, in particolare, il cavallo, animale che fin dall’inizio fu considerato come un simbolo di prestigio e potenza. Protagonista di grandi battaglie di un passato lontanissimo da noi, ancora oggi, questo animale affascina per la sua forza ed eleganza. Uomo-cavallo è un binomio che difficilmente conoscerà un tramonto. Il tributo a questo rapporto fortissimo, a questa fascinazione, è stato reso dall’uomo già in epoca primitiva, nelle caverne, dove è possibile rinvenire le prime spontanee e ispiratissime raffigurazioni di cavalli, come nella grotta di Lascaux, in Francia, risalente al paleolitico superiore. Ma se ripercorriamo la storia dell’arte, possiamo vedere come tale legame resti indissolubile dando vita anche a storie frutto dell’immaginazione umana.

Aimola, rappresenta questo fiero animale in alcuni suoi dipinti: si evince il suo amore verso gli animali ma, più, volte, è il cavallo il protagonista delle sue tele. In particolare, nelle opere “Cavallo#2-3-4” e “Il riposo del cavallo” vediamo modi particolari di rappresentarlo inserito all’interno di sfondi vivi e colorati. Il multimaterico diventa un elemento costante: troviamo pittura e inserzioni di drappi e tessuti utilizzati per realizzare le selle. Solo un occhio attento, fin da subito, riesce a vedere questo “assemblaggio”. Ad un primo impatto, i diversi materiali si fondono in modo armonico creando un unicum cromatico da un forte impatto visivo. Anche le forme richiamano una scomposizione da un retrogusto cubista che però, non impedisce il riconoscimento delle figure. I cavalli passano da essere caricature di sé stessi a animali realizzati con linee essenziali e quasi stilizzate la cui volumetria divampa sulla tela grazie ad un sapiente gioco di colori. Le superfici sono spesso ruvide come se fossero state realizzate con il frottage e questo dona tridimensionalità allo spazio che si apre intorno ai cavalli. Nella pittura di Aimola c’è ironia e riflessione allo stesso tempo. Nel dipinto “Il riposo del cavallo”, infatti, a uno stile colorato e allegro si associa la fatica del cavallo stremato dal lavoro e dal caldo. Come noi, anche gli animali sono parte integrante del nostro mondo e come noi, ne sono protagonisti.

” Le forme richiamano una scomposizione da un retrogusto cubista che però non impedisce il riconoscimento delle figure.”

Gioia Cativa

Storica e critica d’arte, attiva in campo artistico dal 2012, ha all’attivo svariate pubblicazioni di cataloghi d’arte e ha avuto un blog chiamato “La gioia dell’arte”.

Alcune Opere

Altre Critiche

"Aimola si muove, infatti, tra le avanguardie del ‘900, tra Picasso e Chagall, ma crea uno stile personalissimo, un’atmosfera di sogno, tra metafisica che ricorda De Chirico, ed indagine del vissuto, come testimoniano i titoli di diverse opere che sono attraversate dal fiume carsico dell’attenzione alle oscillazioni della psiche."

Massimo Pasqualone

“Opere che esternano una creatività che si vuole soprattutto evidenziare, per mezzo del colore, un realismo essenziale, dove l’uomo può liberare la propria fantasia: una forza Fantastica che porta l’artista a scrutare anche l’impenetrabile essenza.”

Gabriella Bottino

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