Aleardo Rubini

Critica Giorgio Aimola

Aleardo Rubini Critica Giorgio Aimola

La pittura di Giorgio Aimola, pur attenendosi scrupolosamente ai dettati del figurativo come punto di partenza, si espande in una narrazione dai toni favolistici, con inserti che riinviano al fantastico.

La sua è un’arte arricchita non tanto nei percorsi del contenuto, quanto dai risvolti cromatici.

Il Colore si fa preziosismo, riverbero di luce che attraversa ed esalta le componenti di ogni singolo dipinto, come si può agevolmente contestare ad esempio nella “Nascita di Venere”, dove l’ondeggiare degli elementi conferisce all’insieme un moto ondoso che valorizza lo spazio.

Un’altra opera è “L’arrivo delle mongolfiere”, da citare per le disposizioni cromatiche che sviluppano l’ordito complessivo.
Non c’è un riporto meccanico della realtà, ma un libero espandersi di festosi assembramenti, come se fossero un collage di pensieri in movimento. La coerenza del pittore accresce queste qualità ed il risultato del suo collocarsi nell’arte odierna.

“Il colore si fa preziosimo, riverbero di luce che attraversa ed esalta  le componenti di ogni dipinto, come si può agevolmente constatare ad esempio nella  “Nascita di venere”, dove l’ondeggiare degli elementi conferisce all’insieme un moto ondoso che valorizza lo spazio.”

Aleardo rubini

Storico, critico e prolificissimo scrittore. Con decine di pubblicazioni sull’arte, l’architettura e la paleontologia in Abruzzo, è uno dei più stimati, rispettati e influenti esperti del patrimonio culturale abruzzese. 

Alcune Opere

Altre Critiche

"Aimola si muove, infatti, tra le avanguardie del ‘900, tra Picasso e Chagall, ma crea uno stile personalissimo, un’atmosfera di sogno, tra metafisica che ricorda De Chirico, ed indagine del vissuto, come testimoniano i titoli di diverse opere che sono attraversate dal fiume carsico dell’attenzione alle oscillazioni della psiche."

Massimo Pasqualone

“Opere che esternano una creatività che si vuole soprattutto evidenziare, per mezzo del colore, un realismo essenziale, dove l’uomo può liberare la propria fantasia: una forza Fantastica che porta l’artista a scrutare anche l’impenetrabile essenza.”

Gabriella Bottino

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